UNA CHIESA PER LA COMUNITÀ 1969 – 2019

Pubblicato giorno 27 agosto 2019 - In home page, in primo piano

 

Tra le notizie storiche che finora siamo riusciti a conoscere, una è particolarmente interessante. Nel 1296, a Pasian di Prato operava un presbitero; ciò fa supporre che, già da allora, esistesse un edificio dedicato al culto, dove c’era un altare per la celebrazione dell’Eucarestia e un battistero, per celebrare i battesimi.

Bisognerebbe cercare negli archivi approfondite notizie per conoscere l’epoca di costruzione della vecchia chiesa demolita per far posto alla chiesa attuale. La fede di una comunità è sempre legata a un luogo dove la comunità
può trovarsi a celebrare l’Eucarestia “fonte e culmine” della vita cristiana come afferma il Concilio Vaticano II.
La chiesa attuale è stata consacrata esattamente cinquant’anni fa. È il segno tangibile che qui c’è una comunità di credenti in Gesù.

Questi cinquant’anni hanno fortemente segnato la vita civile e la vita religiosa. C’è stato un Concilio che ha tracciato nuove strade alla vita religiosa. Da una religiosità legata a forme e a tradizioni secolari, a una religiosità scelta come vita; la società del benessere e del consumo ci sta portando ora a una religiosità “fai da te”, che non ha un riferimento alla luce portata da Gesù, al calore che invade i cuori portato dallo Spirito.

Questa chiesa, luogo d’incontro della comunità cristiana, dopo cinquant’anni ci viene quasi riconsegnata perché si costruisca una comunità: chiesa fatta da pietre vive che sono i cristiani.

Una fede vissuta, passa attraverso i segni sacramentali del battesimo, cresime, confessioni, comunioni, matrimoni, unzione dei malati impartiti in questi anni, ma anche nell’alternarsi di tante vicende umane, gioiose o dolorose,
che investono le persone.

Una chiesa per rendere presente il Signore nell’Eucarestia e per renderlo presente nella comunità: “Dove due o tre sono uniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”. La chiesa dove c’è la presenza divina, in mezzo alle nostre case dove si vive la vita ordinaria, per renderci capaci di operare per una vita buona che va oltre i nostri tanti limiti.
È ancora indispensabile per la nostra società civile e per la nostra comunità questo luogo Santo che deve parlarci con i segni che al suo interno esprimono, pur nella semplicità della struttura, la presenza del divino e ci mettono in contatto con il Signore.

I cinquant’anni della nostra chiesa sono solo un piccolo segno, ma sempre un testimone da passare alle future generazioni, un testimone importante che ha segnato la storia di intere generazioni.

Il mio augurio è che questo testimone sia vivo nella nostra comunità e diventi un segno di sicura speranza e di fede nel Signore Gesù.
Il parroco

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