L’asilo infantile: dal 1922

Passando in rassegna i vecchi quaderni che riportano la storia della nostra comunità cristiana, si trovano poche notizie circa la scuola dell’infanzia San Luigi che ai suoi inizi si chiamava “Asilo Infantile”.
Il 18 maggio 1913 l’Arcivescovo Anastasio Rossi impartì la benedizione al nuovo municipio e alle nuove scuole che si trovavano nello stesso locale, quello in cui attualmente ha sede il municipio. In quegli anni le scuole erano quelle elementari e chi raggiungeva la quinta era già a buon traguardo. Lo stato non si preoccupava in maniera prioritaria dei bambini più piccoli (prima dei sei anni di età). Molte parrocchie allora costituirono degli asili infantili per la custodia dei bambini dai 2-3 anni fino all’età scolare, anche per permettere ai genitori di poter lavorare con più libertà nei campi.

Nel nostro caso ad avere l’intuizione di fondare un asilo infantile, dopo aver vissuto in prima persona i forti disagi della guerra, fu il parroco don Pio Zorzi, che resse la parrocchia dal 1911 al 1931. Sul primo quaderno, in cui è stato riportato il diario parrocchiale, in una riga e mezza così scrisse nell’anno 1922:

“Addì 15 agosto si benedì e si inaugurò l’Asilo Infantile”.

Così dunque ufficialmente è nato l’asilo infantile di Pasian di Prato. Vicino alla vecchia chiesa di San Giacomo c’era un vecchissimo fabbricato. Dicono che la scuola di Pasian di Prato, prima di trasferirsi nei locali del municipio, qui avesse la sua sede. Si trattava infatti di un fabbricato molto vecchio costituito da due grandi stanze: in una c’erano i banchi dove i bambini prendevano posto due a due, l’altra stanza serviva per i giochi.I servizi igienici erano inesistenti e l’acqua potabile era contenuta in una damigiana: ci si serviva “alla spina”. Il refettorio non c’era. In canonica ogni giorno si cuoceva il minestrone che veniva servito in aula, i banchi facevano da tavola e ogni bambino portava qualcosa da casa per mangiare come secondo. Il cortile era molto ampio e perfino dotato di una giostra incardinata su un perno centrale: ruotava grazie alla spinta manuale.

I bimbi si divertivano a gettare, nell’incavo dove era inserito il perno, dei sassi per provocare il rumore quasi fosse un motore. Nei pressi della vecchia chiesa vennero acquistate alcune vecchie case e demolite per ampliare il cortile.

“…fu un bene la demolizione delle case per dar aria tanto alla chiesa quanto all’asilo…”

In fondo al cortile c’era la sala parrocchiale dove, un tempo adibita a stalla, si proiettava il cinema: era una cosa eccezionale per quei tempi! Quella sala costituì anche la sede del primo oratorio e fu usata anche per le adunanza e per i saggi dei bimbi dell’asilo.


Un nuovo asilo

Nel 1931, il 7 giugno, moriva don Pio Zorzi e il 20 novembre arrivò don Luigi Princisgh. Don Luigi continuò l’opera di don Pio e tenne aperto l’asilo continuando a sostenerlo.

Il 5 settembre 1940 la parrocchia ricordava i 25 anni di ordinazione presbilterale di don Luigi. Anche in questa circostanza, al termine della processione dell’Addolorata, si legge:

“…i bambini dell’asilo infantile hanno eseguito un breve saggio…”

Negli anni successivi alla guerra, il quaderno storico inizia anno dopo anno a segnare le entrate e uscite dell’asilo. Ogni anno segna un deficit. Nel 1948 venne allestita una pesca di beneficenza pro asilo nel territorio di Santa Caterina per tentare di colmare il disavanzo.

L’attività didattica veniva svolta da due sole educatrici, entrambe del paese (Maria Bastianutti e Noemi Leita). La situazione di locali era precaria: non c’era i refettorio e mancavano servizi adeguati. Così, il 13 marzo 1949, l’autorità sanitaria ordinò di chiudere l’asilo. Il parroco, però, era convinto che le famiglie avessero bisogno di questo servizio.

L’idea della costruzione del nuovo asilo era sorta già nel 1945 quando a don Luigi veniva offerta, dal locale comitato di liberazione, del materiale da costruzione proveniente con probabilità dal vicino campo di aviazione semidistrutto dalla guerra. Ma detto materiale non fu mai usato. Tuttavia l’idea della nuova costruzione non fu abbandonata, anzi fu caldeggiata dal parroco che trovò un valido sostenitore nella persona del sig. Walter Morassut. Il libro storico così recita:

“…da parte di volontari si inizia la raccolta di doni e di offerte pro asilo (pesca di beneficenza).”

L’inaugurazione del nuovo Asilo avvenne l’8 gennaio 1956.