Festa di San Giacomo! Ecco gli appuntamenti per il 24 e il 25 luglio

Pubblicato giorno 19 luglio 2021 - In home page, in primo piano

FESTA DI SAN GIACOMO PATRONO

 

Ecco di seguito gli appuntamenti per il 24 e il 25 luglio dove, la Chiesa, festeggia San Giacomo Apostolo, patrono della nostra comunità cristiana.

sabato 24 luglio

  • ore 19.00 – S. Messa festiva della vigilia.
  • ore 20.45 – concerto con la banda di Passons e inaugurazione dellanuova illuminazione del campanile. Al termine anguria per tutti. Il tutto si svolgerà nel cortile della canonica.

domenica 25 luglio

  • ore 9.00 – S. Messa animata dal coro S. Giacomo.
  • ore 10.30 – S. Messa solenne in onore di San Giacomo, Patrono, e prima “Giornata mondiale dei nonni e degli anziani”. Anima la S. Messa il coro S. Cecilia.Al termine della S. Messa un piatto di paella (a base di carne) per tutti nel cortile della canonica.
  • ore 18.00 – vespro solenne in onore del Santo Patrono.
  • ore 19.00 – S. Messa.

 


Conosciamo bene il nostro Patrono: Giacomo, il Maggiore

Udienza Generale di Papa Benedetto XVI
Piazza San Pietro, Mercoledì 21 Giugno 2006

Cari fratelli e sorelle,
proseguendo nella serie di ritratti degli Apostoli scelti direttamente da Gesù durante la sua vita terrena.
Abbiamo parlato di san Pietro, di suo fratello Andrea. Oggi incontriamo la figura di Giacomo. Gli
elenchi biblici dei Dodici menzionano due persone con questo nome: Giacomo figlio di Zebedeo e
Giacomo figlio di Alfeo (cfr Mc 3,17.18; Mt 10,2-3), che vengono comunemente distinti con gli
appellativi di Giacomo il Maggiore e Giacomo il Minore. Queste designazioni non vogliono certo
misurare la loro santità, ma soltanto prendere atto del diverso rilievo che essi ricevono negli scritti del
Nuovo Testamento e, in particolare, nel quadro della vita terrena di Gesù. Oggi dedichiamo la nostra
attenzione al primo di questi due personaggi omonimi.
Il nome Giacomo è la traduzione di Iákobos, forma grecizzata del nome del celebre patriarca
Giacobbe. L’apostolo così chiamato è fratello di Giovanni, e negli elenchi suddetti occupa il secondo
posto subito dopo Pietro, come in Marco (3,17), o il terzo posto dopo Pietro e Andrea nel Vangeli di
Matteo (10,2) e di Luca (6,14), mentre negli Atti viene dopo Pietro e Giovanni (1,13). Questo Giacomo
appartiene, insieme con Pietro e Giovanni, al gruppo dei tre discepoli privilegiati che sono stati
ammessi da Gesù a momenti importanti della sua vita.
(Poiché fa molto caldo) vorrei abbreviare e menzionare qui solo due di queste occasioni. Egli ha potuto
partecipare, insieme con Pietro e Giovanni, al momento dell’agonia di Gesù nell’orto del Getsemani
e all’evento della Trasfigurazione di Gesù. Si tratta quindi di situazioni molto diverse e l’una dall’altra:
in un caso, Giacomo con gli altri due Apostoli sperimenta la gloria del Signore, lo vede nel colloquio
con Mosé ed Elia, vede trasparire lo splendore divino in Gesù; nell’altro si trova di fronte alla
sofferenza e all’umiliazione, vede con i propri occhi come il Figlio di Dio si umilia facendosi obbediente
fino alla morte. Certamente la seconda esperienza costituì per lui l’occasione di una maturazione nella
fede, per correggere l’interpretazione unilaterale, trionfalista della prima: egli dovette intravedere che
il Messia, atteso dal popolo giudaico come un trionfatore, in realtà non era soltanto circonfuso di onore
e di gloria, ma anche di patimenti e di debolezza. La gloria di Cristo si realizza proprio nella Croce,
nella partecipazione alle nostre sofferenze.
Questa maturazione della fede fu portata a compimento dallo Spirito Santo nella Pentecoste, così che
Giacomo, quando venne il momento della suprema testimonianza, non si tirò indietro. All’inizio degli
anni 40 del I secolo il re Erode Agrippa, nipote di Erode il Grande, come ci informa Luca, “cominciò a
perseguitare alcuni membri della Chiesa, e fece uccidere di spada Giacomo fratello di Giovanni”
(At 12,1-2). La stringatezza della notizia, priva di ogni dettaglio narrativo, rivela, da una parte, quanto
fosse normale per i cristiani testimoniare il Signore con la propria vita e, dall’altra, quanto Giacomo
avesse una posizione di spicco nella Chiesa di Gerusalemme, anche a motivo del ruolo svolto durante
l’esistenza terrena di Gesù. Una tradizione successiva, risalente almeno a Isidoro di Siviglia, racconta
di un suo soggiorno in Spagna per evangelizzare quella importante regione dell’impero romano.
Secondo un’altra tradizione, sarebbe invece stato il suo corpo ad essere trasportato in Spagna, nella
città di Santiago di Compostella. Come tutti sappiamo, quel luogo divenne oggetto di grande
venerazione ed è tuttora mèta di numerosi pellegrinaggi, non solo dall’Europa ma da tutto il mondo.
E’ così che si spiega la rappresentazione iconografica di san Giacomo con in mano il bastone del
pellegrino e il rotolo del Vangelo, caratteristiche dell’apostolo itinerante e dedito all’annuncio della
“buona notizia”, caratteristiche del pellegrinaggio della vita cristiana.
Da san Giacomo, dunque, possiamo imparare molte cose: la prontezza ad accogliere la chiamata del
Signore anche quando ci chiede di lasciare la “barca” delle nostre sicurezze umane, l’entusiasmo nel
seguirlo sulle strade che Egli ci indica al di là di ogni nostra illusoria presunzione, la disponibilità a
testimoniarlo con coraggio, se necessario, fino al sacrificio supremo della vita. Così Giacomo il
Maggiore si pone davanti a noi come esempio eloquente di generosa adesione a Cristo. Egli, che
inizialmente aveva chiesto, tramite sua madre, di sedere con il fratello accanto al Maestro nel suo
Regno, fu proprio il primo a bere il calice della passione, a condividere con gli Apostoli il martirio.
E alla fine, riassumendo tutto, possiamo dire che il cammino non solo esteriore ma soprattutto
interiore, dal monte della Trasfigurazione al monte dell’agonia, simbolizza tutto il pellegrinaggio della
vita cristiana, fra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio, come dice il Concilio Vaticano
II. Seguendo Gesù come san Giacomo, sappiamo, anche nelle difficoltà, che andiamo sulla strada
giusta.

San_Giacomo

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