Digiuno cristiano e astinenza: età, come e quando praticarli dentro e fuori la Quaresima, differenze e modalità

Pubblicato giorno 6 marzo 2019 - In home page, in primo piano

Digiuno e astinenza nella storia

Praticati sin dalle prime comunità di cristiani, sul modello stesso di Cristo, il digiuno e l’astinenza cristiani, con le loro radici nelle Sacre Scritture e nella Tradizione della Chiesa, si distinguono nettamente da altre pratiche di “rinuncia al cibo”. Tratto persistente nell’intera Storia della Chiesa, lungo i secoli praticarono digiuno ed astinenza eremiti (fra i quali i Padri del Deserto del IV secolo) e monaci. Durante tutta la luminosa età medievale tali pratiche penitenziali vissero un momento aureo, per esempio fra gli ordini mendicanti, e neppure l’età moderna ne vide il sopirsi, quando astinenza e digiuno trovarono nell’arcivescovo di Milano Carlo Borromeo (1538-1584) un esempio di sostenitore e praticante.

Astinenza e digiuno: le differenze

  • L’astinenza «proibisce l’uso delle carni, non però l’uso delle uova, dei latticini e di qualsiasi condimento anche di grasso di animale» (Paolo VI, Cost. apost. Paenitemini, 17 febbraio 1966).
  • Il digiuno «obbliga a fare un unico pasto durante la giornata, ma non proibisce di prendere un po’ di cibo al mattino e alla sera» (ivi).

Quando

Secondo le attuali prescrizione della Chiesa, digiuno e astinenza devono essere osservati dai fedeli il Mercoledì delle Ceneri (o il primo venerdì di Quaresima per il rito ambrosiano) e il Venerdì Santo, mentre la sola astinenza è prevista per tutti i venerdì di Quaresima, come del resto per tutti i venerdì dell’anno, salvo quelli coincidenti con una solennità.

Chi deve osservare digiuno e astinenza

Sono tenuti ad osservare il digiuno tutti i maggiorenni fino al 60esimo anno d’età, e a praticare l’astinenza tutti coloro che abbiano compiuto i 14 anni, in tutti i casi fatte salve particolari situazioni personali e di salute.

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