Il Prossimo incontro del consiglio Pastorale Parrocchiale si terrà:

Martedì 10 Aprile 2018

alle ore 20.30


Componenti del Consiglio Pastorale Parrocchiale della nostra parrocchia:
  • don Luciano Lusso
  • don Marcin Gazzetta
  • Presotto Luca
  • Scaccabarozzi Tiziana
  • Nichele Andrea e Donatella
  • Leita Angelo
  • Brusatin Aurelio
  • Vit Dino
  • Lesa Leonardo
  • Orli Stefano
  • Simonini Marco
  • Rosso Enrico
  • Ternolti Lorena
  • Simonini Corinna
  • Riva Valentino
  • Mossenta Giovanni
  • Mossenta Dario
  • Andrioli Marilena
  • Venir Pierluigi
  • Petris Paolo
  • Rizzato Giuliana
  • Stagi Matteo

Il Consiglio Pastorale Parrocchiale è stato istituito in seguito alla rinnovata ecclesiologia di comunione espressa dal Concilio Vaticano II; infatti in due documenti conciliari, Christus Dominus (n. 27) e Ad Gentes (n. 30), si chiese esplicitamente la creazione di questo Consiglio. Oggi esso è previsto dal Codice di diritto canonico e viene elencato tra le istituzioni che strutturano ogni chiesa locale (cioè ogni diocesi); la normativa in questione si trova ai cann. 511-514.

La parrocchia viene definita come comunità di fedeli: per essere comunità vera, deve esprimere degli strumenti di corresponsabilità, che permettano ai fedeli di partecipare effettivamente alla sua missione. A questo scopo è previsto il Consiglio Pastorale Parrocchiale, definito dalle parole del canone 536 del Codice di Diritto Canonico:

§1. Se risulta opportuno a giudizio del Vescovo diocesano, dopo aver sentito il consiglio presbiterale, in ogni parrocchia venga costituito il consiglio pastorale, che è presieduto dal parroco e nel quale i fedeli, insieme con coloro che partecipano alla cura pastorale della parrocchia in forza del proprio ufficio, prestano il loro aiuto nel promuovere l’attività pastorale.

§2. Il consiglio pastorale ha solamente voto consultivo ed è retto dalle norme stabilite dal Vescovo diocesano.


Il Funzionamento

L’iniziativa parte dal Vescovo diocesano: se, dopo aver ascoltato il parere del consiglio presbiterale, ritiene opportuna l’elezione dei CPP nelle parrocchie della propria diocesi, ne ordina l’elezione, che va intesa in senso generale, una volta per tutte, e non caso per caso. In concreto, nella situazione della Chiesa italiana tale decisione è stata presa in tutte le diocesi, quindi il CPP diventa obbligatorio per tutte le parrocchie. Ogni parroco è tenuto ad erigere tale Consiglio nella propria parrocchia. Spetta al Vescovo anche il compito di stabilire le norme generali, a cui dovranno attenersi tutti i CPP della propria diocesi; resta salva la possibilità per ogni CPP di darsi anche uno statuto proprio, purché non sia in contrasto con il regolamento diocesano.

Il CPP viene presieduto dal parroco ed ha voto consultivo: questo vuol dire che lavora attraverso ordini del giorno discussi insieme e votati a maggioranza, esprimendo così il proprio orientamento e il proprio parere, ma non può prendere decisioni vincolanti, le quali spettano solo al parroco.


Composizione

Sono membri di diritto del CPP i presbiteri, i diaconi, e i religiosi che prestano servizio nella parrocchia. Ma la sua componente maggioritaria è normalmente rappresentata dai laici. Questi laici devono rappresentare uno specchio fedele del tessuto umano della parrocchia, per età, sesso, condizione sociale; normalmente rappresentano tutte le realtà, gruppi, movimenti ecc. eventualmente presenti in parrocchia. Il numero di questi membri laici e la modalità da seguire per la loro designazione vanno definiti nei regolamenti particolari. In molte parrocchie una parte viene eletta da tutti i parrocchiani, e una parte entra nel consiglio in rappresentanza dei vari gruppi che animano la vita parrocchiale.


Compiti del Consiglio Pastorale Parrocchiale

(Vademecum Arcidiocesi di Udine, II §2,4)

Il Sinodo diocesano udinese V definisce così i compiti del consiglio pastorale parrocchiale:

Compito del consiglio pastorale parrocchiale è quello di promuovere l’attività pastorale della parrocchia, di trattarne i problemi, di progettarne e verificarne le iniziative, in comunione con il vescovo e sulla base delle indicazioni che provengono dai consigli presbiterale e pastorale diocesani. In particolare, esso ha il compito di elaborare il programma pastorale annuale, in attuazione del piano generale della diocesi e del programma pastorale della forania, tenendo conto delle esigenze e delle necessità locali. Inoltre è chiamato a verificare e coordinare l’azione pastorale delle associazioni, dei movimenti e dei gruppi parrocchiali e a promuovere la partecipazione di tutti i battezzati alla vita della comunità parrocchiale (SDU 135).

L’Arcivescovo nella Nota Pastorale “Il coordinatore parrocchiale” ha “aggiornato” i compiti del consiglio pastorale parrocchiale in questi termini:

«E’ necessario promuovere anche una rinnovata “figura” di consiglio pastorale parrocchiale. Esso dovrà essere formato non solo da alcuni membri “eletti” dai fedeli, ma prima di tutto dagli operatori pastorali della parrocchia (catechisti, animatori della liturgia, della carità, ecc.), o dai loro rappresentanti se la parrocchia è grande. Questo «rinnovato» consiglio pastorale non si limiterà a “consigliare” il parroco ma, sotto la sua guida, condividerà la responsabilità della parrocchia. In esso tutti i membri dovranno essere realmente corresponsabili della vita della comunità e protagonisti attivi dell’azione pastorale. In concreto, il consiglio pastorale parrocchiale:

  1. promuoverà le relazioni tra i fedeli (ogni membro nel suo ambito di azione) e creerà rapporti di comunione e di solidarietà;
  2. susciterà la partecipazione attiva di tutti i fedeli alla vita della parrocchia e alla sua missione (cf. Ef 4,11-13), per fare della parrocchia una comunità adulta, attiva e responsabile; diversamente rischierebbe di diventare un gruppo chiuso o un “gruppo di potere” che paralizza la comunità;
  3. farà con il parroco o con il sacerdote responsabile della zona pastorale il programma parrocchiale annuale, in base al progetto pastorale foraniale e agli orientamenti diocesani;
  4. parteciperà con tutti i suoi membri, uniti “in forma organica”, alla realizzazione del programma annuale; ogni membro del Consiglio svolgerà il suo compito, in base al mandato del parroco o del sacerdote responsabile di zona, in sintonia e in comunione con gli altri operatori.

Il Sinodo diocesano, come la Nota pastorale dell’Arcivescovo appena citata, ci ricorda che i problemi di cui deve occuparsi il Consiglio pastorale parrocchiale non sono quelli economici, né quelli organizzativi, ma la comunione e la missione della parrocchia. Il Consiglio pastorale parrocchiale è chiamato ad affrontare i problemi pastorali che rientrano nell’ambito della vita di comunione, dell’annuncio, della celebrazione, della testimonianza di carità.