Confessione e riconciliazione al tempo del coronavirus

Pubblicato giorno 21 marzo 2020 - In home page, in primo piano

 

Le dovute restrizioni imposte per evitare nuovi contagi di coronavirus hanno portato a cancellare in alcuni Paesi la celebrazione di “24 Ore per il Signore”, la Liturgia penitenziale promossa dal Pontificio Consiglio per la Promozione della nuova Evangelizzazione, incentrata sul versetto di Luca: “I tuoi peccati sono perdonati”. All’udienza generale Papa Francesco ha ricordato che purtroppo “a Roma, in Italia e in altri Paesi questa iniziativa non potrà avere luogo nelle forme consuete a causa dell’emergenza del coronavirus”. “Tuttavia, in tutte le altre parti del mondo, si continuerà con questa bella tradizione”. Il Papa ha anche incoraggiato “i fedeli ad accostarsi in maniera sincera alla misericordia di Dio nella confessione e a pregare specialmente per quanti sono nella prova a causa della pandemia”. “Dove non si potrà celebrare 24 ore per il Signore – ha spiegato il Papa – sono certo che si potrà vivere questo momento penitenziale con la preghiera personale”.

Come confessarsi in assenza di un sacerdote
E nella Messa di oggi a Santa Marta il Papa ha spiegato come fare la Confessione in assenza di sacerdoti: «Io so che tanti di voi, per Pasqua andate a fare la confessione per ritrovarvi con Dio. Ma, tanti mi diranno oggi: “Ma, padre, dove posso trovare un sacerdote, un confessore, perché non si può uscire da casa? E io voglio fare la pace con il Signore, io voglio che Lui mi abbracci, che il mio papà mi abbracci… Come posso fare se non trovo sacerdoti?” Tu fai quello che dice il Catechismo. È molto chiaro: se tu non trovi un sacerdote per confessarti, parla con Dio, è tuo Padre, e digli la verità: “Signore ho combinato questo, questo, questo… Scusami”, e chiedigli perdono con tutto il cuore, con l’Atto di Dolore e promettigli: “Dopo mi confesserò, ma perdonami adesso”. E subito, tornerai alla grazia di Dio».

Lascia un commento

  • (will not be published)